Sempre con me: la storia di Zeus e l’amore senza confini

Sempre con me: la storia di Zeus e l’amore senza confini

A cura di Ergun Comert, fondatore di Pet Memory

Il primo addio

A chi sa che l’amore non ha confini, neppure tra specie diverse.
A Zeus.

Il primo cane che ho dovuto salutare si chiamava Zeus. Era un pastore tedesco grande e bellissimo, entrato nella mia vita quando avevo circa 22 anni, nei primi anni Novanta. Per me non era solo il cane di casa: era un compagno di giochi, una presenza costante che allontanava problemi e pensieri. A volte sembrava un fratello, altre volte un padre silenzioso, altre ancora un figlio da proteggere e accudire. Con lui ho imparato cosa significa davvero avere un animale accanto: non si tratta solo di portarlo fuori o dargli da mangiare, ma di costruire insieme una vita piena.

Quando Zeus si è ammalato, ho dovuto affrontare la scelta più difficile della mia vita: porre fine alle sue sofferenze. È stato un momento doloroso, come togliersi il respiro, pur sapendo che era l’unico modo per restituirgli dignità e pace. Ricordo ancora, a quasi trent’anni di distanza, il suo ultimo respiro: un soffio che resta nelle orecchie e nell’anima più a lungo di quanto duri nella realtà.

Il desiderio di lasciare un ricordo

All’epoca non esistevano servizi di cremazione singola né la possibilità di ricevere le ceneri del proprio animale domestico. Non volevo che per Zeus tutto finisse senza lasciare traccia, così ho fatto quello che molti avrebbero considerato esagerato: ho cercato un impianto che potesse soddisfare il mio desiderio e l’ho trovato nel nord Italia. Con Zeus abbiamo fatto insieme quell’ultimo viaggio in auto. Tornare a casa con l’urna tra le mani è stato come dire: “La nostra storia non finisce qui”.

L’idea di Pet Memory

In quel periodo lavoravo già nel mondo dei servizi per animali a Roma, e quell’esperienza ha cambiato profondamente il mio modo di vedere le cose. Mi sono chiesto quante persone, come me, non avessero la possibilità di custodire il ricordo del proprio animale domestico pur desiderandolo con la stessa intensità. Da lì è nata l’idea di creare Pet Memory, un luogo dedicato a chi perde un animale da compagnia, dove poter salutarlo con decoro e rispetto.

Oggi trascorro le mie giornate accanto a persone che affrontano un addio simile a quello che ho vissuto con Zeus. C’è chi parla tanto, chi non riesce a dire una parola, chi si arrabbia, chi si sente in colpa, chi si vergogna del proprio dolore. In ognuna di queste reazioni ritrovo ciò che provai allora: il vuoto profondo lasciato da un legame assoluto.

Un libro e tante storie

Questo libro nasce da lì: prende forma attraverso tutte le storie che ho incontrato e ascoltato nel tempo. Non è un manuale, non è un testo di psicologia: non spiega teorie né dice come “ci si dovrebbe sentire”. L’intento è trasformare ciò che ho visto e imparato in un racconto condivisibile, pieno delle emozioni che ci travolgono quando perdiamo il nostro animale domestico. Include spunti sui gesti che possono sostenerci e sulle fasi della trasformazione del dolore, senza mai sminuirne l’importanza.

Nella pubblicazione, ho voluto inserire alcune dediche scritte a mano dalle famiglie ai loro animali, lasciandole intatte: leggere le parole di chi ha vissuto un’esperienza simile può farci sentire meno soli.

Un luogo per fermarsi

Se stai leggendo queste righe, probabilmente stai attraversando un momento difficile. Non posso rendere il dolore più leggero, ma posso offrirti queste pagine come si offre una sedia a chi è stanco: un luogo dove fermarti, riconoscere il tuo dolore e la storia che ti lega al tuo animale, senza doverla giustificare a nessuno.

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